Tartufo Bianco d’Alba
Tartufi di Roero e Langhe, pregiate rarità
Il Tartufo Bianco d’Alba, il Re della Tavola, appartiene alla varietà più pregiata dei tartufi piemontesi, sia dal punto di vista economico che da quello gastronomico.
E’ considerato una vera e propria pepita per il suo valore e per la sua prelibatezza. Tra i Tartufi delle Langhe e di Roero il “tuber magnatum pico”, questo il nome scientifico del Tartufo Bianco, è anche il più conosciuto in tutto il mondo.
Ogni anno, da ottobre a novembre, ad Alba, patria d’elezione, si tiene una celebre Fiera internazionale dedicata a questo diamante, la più antica e prestigiosa del genere.
Grazie a manifestazioni come questa, di recente la cittadina di Alba è stata proclamata ufficialmente dall’Unesco “Città Creativa per la Gastronomia”. Un importante segno di riconoscimento per la città, capace di valorizzare i propri patrimoni a 360 gradi.
Cos'è il tartufo Bianco d'Alba
Il Tartufo Bianco d’Alba, conosciuto scientificamente come Tuber magnatum Pico, è un fungo ipogeo che cresce spontaneamente sottoterra, in simbiosi con le radici di alcune piante come querce, pioppi, tigli, salici e noccioli.
A differenza di altre varietà, il Tartufo Bianco non può essere coltivato in modo controllato e prevedibile. Ogni esemplare nasce solo quando terreno, umidità, clima e ambiente naturale creano le condizioni ideali. Proprio questa imprevedibilità lo rende raro, prezioso e diverso da un’annata all’altra.
Il suo aspetto è irregolare, con una superficie esterna chiara, dal colore che può variare dal crema all’ocra. La parte interna, chiamata gleba, presenta venature sottili e tonalità che cambiano in base alla maturazione. Ma il tratto più riconoscibile è il profumo: intenso, elegante, persistente, con note complesse che lo rendono immediatamente distinguibile.
Perché il Tartufo Bianco d’Alba è così pregiato
Il Tartufo Bianco d’Alba è considerato il re dei tartufi per tre motivi principali: rarità, profumo e legame con il territorio.
È raro perché cresce spontaneamente e non può essere prodotto su richiesta. È prezioso perché ogni raccolto dipende dalle condizioni climatiche dell’anno. È ricercato perché il suo aroma è inconfondibile e riesce a trasformare anche un piatto semplice in un’esperienza gastronomica unica.
Alba, le Langhe e il Roero rappresentano uno dei territori più iconici per il Tartufo Bianco. Qui la cultura del tartufo non è solo cucina, ma tradizione, conoscenza del sottobosco, selezione attenta e rapporto diretto con chi sa riconoscere la qualità del prodotto fresco.
Per questo acquistare il Tartufo Bianco d’Alba ad Alba significa entrare nel luogo in cui questo prodotto esprime al meglio la propria identità.
Periodo del Tartufo Bianco d’Alba
Il Tartufo Bianco d’Alba è un prodotto stagionale. La raccolta piemontese del Tuber magnatum Pico avviene in autunno e inverno, con il periodo di riferimento compreso dal 1° ottobre al 31 gennaio.
La disponibilità può cambiare molto da un anno all’altro. Le condizioni climatiche, la pioggia, l’umidità del terreno e l’andamento delle temperature incidono direttamente sulla quantità e sulla qualità del raccolto.
Il momento migliore per acquistarlo è solitamente nel pieno della stagione autunnale, quando il tartufo esprime il massimo del profumo e della freschezza. Tuttavia, ogni annata va valutata con attenzione: per questo è sempre consigliabile chiedere disponibilità e prezzo aggiornato prima dell’acquisto.
Tartufo del Piemonte, un’eccellenza nazionale
Il Tartufo Bianco d’Alba è apprezzato in tutto il mondo per le sue caratteristiche peculiari. Tondo e liscio, dal profumo intenso e color ocra in superficie, questo eccelso fungo del Piemonte deve le particolarità alle colline del Roero e delle Langhe in cui nasce e cresce.
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Tartufo bianco d’Alba prezzo
Il prezzo del Tartufo Bianco d’Alba non è fisso. Può variare anche sensibilmente in base alla stagione, alla quantità raccolta, alla richiesta di mercato, alla pezzatura e alla qualità del singolo esemplare.
Tra i principali fattori che incidono sul prezzo troviamo:
- disponibilità del raccolto;
- dimensione e peso del tartufo;
- intensità del profumo;
- forma e integrità dell’esemplare;
- grado di maturazione;
- andamento climatico della stagione;
- domanda da parte di ristoranti, appassionati e mercato internazionale.
Un tartufo più grande, integro, profumato e ben conservato avrà normalmente un valore superiore rispetto a un esemplare piccolo, irregolare o meno aromatico. Questo non significa però che servano sempre grandi pezzature: per una cena o per un regalo gastronomico può essere sufficiente anche una quantità contenuta, scelta con criterio.
Per questo da Tartufi Ratti consigliamo sempre di chiedere il prezzo del giorno e farsi guidare nella scelta della pezzatura più adatta all’utilizzo previsto.
Il 2017 ha segnato un massimo storico nelle quotazioni di questa varietà esclusiva, arrivando a 6.000 euro al chilo. Una cifra record, che ha superato anche i 5.000 euro del 2012 e i 4.500 euro al chilo del 2007.
Si tenga presente che una pezzatura media del prodotto si aggira sui 20 grammi circa di peso. A far balzare il prezzo sono state le condizioni climatiche poco favorevoli registrate durante l’anno, a causa di caldo anomalo e siccità.
Il Tuber Magnatum Pico, invece, per svilupparsi ha bisogno di terreni freschi e umidi.
Come scegliere un tartufo bianco fresco
Scegliere un Tartufo Bianco d’Alba richiede attenzione. Il primo elemento da valutare è il profumo: deve essere intenso, pulito, persistente, mai sgradevole. Un buon tartufo bianco deve sprigionare un aroma riconoscibile, elegante e complesso.
Anche la consistenza è importante. Il tartufo deve risultare compatto al tatto, non molle e non eccessivamente secco. Un esemplare troppo morbido può indicare un principio di deterioramento, mentre uno troppo asciutto potrebbe aver perso freschezza.
La superficie deve essere integra, senza tagli profondi o parti rovinate. La forma può essere irregolare: non è la perfezione estetica a determinare la qualità, ma l’equilibrio tra profumo, maturazione, peso e stato di conservazione.
Un altro aspetto da considerare è la destinazione d’uso. Per un piatto importante o per una cena speciale si può scegliere una pezzatura più scenografica; per l’uso domestico può essere più pratico acquistare un tartufo più piccolo ma molto profumato.
Come conservare il Tartufo Bianco d'Alba
Il Tartufo Bianco d’Alba è un prodotto fresco e delicato. Va consumato il prima possibile dopo l’acquisto, perché il profumo tende a ridursi con il passare dei giorni.
Per conservarlo correttamente è consigliabile avvolgerlo in carta assorbente, inserirlo in un contenitore ermetico e riporlo in frigorifero. La carta va cambiata ogni giorno, così da evitare accumuli di umidità che potrebbero comprometterne la qualità.
È importante non lavarlo in anticipo e non lasciarlo esposto all’aria. La pulizia deve essere fatta solo prima dell’utilizzo, con delicatezza, eliminando eventuali residui di terra con una spazzolina morbida e, se necessario, con pochissima acqua.
Il tartufo non va congelato se l’obiettivo è apprezzarne al massimo il profumo fresco. Il modo migliore per gustarlo resta sempre il consumo rapido, quando l’aroma è ancora pieno e vivo.
Come usare il Tartufo Bianco in cucina
Il Tartufo Bianco d’Alba va utilizzato a crudo. Il calore diretto ne altererebbe il profumo e ridurrebbe la complessità aromatica. Il modo migliore per servirlo è affettarlo in lamelle sottilissime direttamente sul piatto caldo, appena prima di portarlo in tavola.
I piatti migliori sono quelli semplici, capaci di valorizzare il tartufo senza coprirlo. La cucina piemontese lo abbina tradizionalmente a ingredienti morbidi e delicati come burro, uova, pasta fresca, risotto, fonduta e carne cruda.
Tra gli abbinamenti più classici troviamo:
- tajarin al burro con Tartufo Bianco d’Alba;
- uova al tegamino con lamelle di tartufo;
- risotto mantecato al Parmigiano;
- fonduta piemontese;
- carne cruda battuta al coltello;
- formaggi delicati.
La quantità dipende dal piatto e dall’intensità del tartufo. In media, pochi grammi a persona possono essere sufficienti per profumare una preparazione, soprattutto quando il tartufo è fresco e ben selezionato.
Dove comprare il Tartufo Bianco d'Alba
Comprare il Tartufo Bianco d’Alba ad Alba significa affidarsi al territorio che più di ogni altro ha reso celebre questo prodotto nel mondo.
Tartufi Ratti si trova nel centro storico di Alba, in Via Vittorio Emanuele 18, nel cuore della città. La bottega è un punto di riferimento per chi cerca tartufi freschi, prodotti tipici piemontesi e specialità gastronomiche delle Langhe.
Acquistare in una bottega specializzata permette di ricevere consigli concreti su qualità, pezzatura, prezzo, conservazione e utilizzo in cucina. Questo è particolarmente importante per chi compra il Tartufo Bianco per la prima volta, per chi vuole fare un regalo gastronomico o per chi desidera scegliere il tartufo più adatto a un menù speciale.
Per conoscere disponibilità e prezzo aggiornato del Tartufo Bianco d’Alba, puoi contattare Tartufi Ratti o passare direttamente in bottega.
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Quando si trova il Tartufo Bianco d’Alba?
Il Tartufo Bianco d’Alba si trova nel periodo autunnale e invernale. In Piemonte la raccolta del Tuber magnatum Pico è prevista dal 1° ottobre al 31 gennaio. Disponibilità, qualità e prezzo possono però variare in base all’annata.
Quanto costa il Tartufo Bianco d’Alba?
Il prezzo cambia in base a disponibilità, pezzatura, qualità, profumo, integrità dell’esemplare e richiesta di mercato. Per questo è preferibile chiedere sempre il prezzo aggiornato del giorno.
Come si riconosce un Tartufo Bianco fresco?
Un Tartufo Bianco fresco deve avere profumo intenso, consistenza compatta, superficie integra e peso coerente con la pezzatura. Odori sgradevoli, consistenza troppo molle o eccessiva secchezza sono segnali negativi.
Il Tartufo Bianco va cotto?
No. Il Tartufo Bianco d’Alba va consumato a crudo, affettato in lamelle sottili su piatti caldi ma non bollenti. La cottura diretta ne compromette il profumo.
Quanto Tartufo Bianco serve a persona?
In genere bastano pochi grammi a persona. La quantità dipende dal piatto, dall’intensità del tartufo e dal risultato desiderato. Per una cena o un regalo è utile farsi consigliare la pezzatura più adatta.
Come si conserva il Tartufo Bianco d’Alba?
Va conservato in frigorifero, avvolto in carta assorbente e inserito in un contenitore ermetico. La carta va cambiata ogni giorno e il tartufo deve essere consumato il prima possibile.
Qual è la differenza tra Tartufo Bianco d’Alba e tartufo bianchetto?
Il Tartufo Bianco d’Alba è più raro, più pregiato e più delicato. Il bianchetto, detto anche marzuolo, ha un profumo più pungente e un prezzo generalmente più accessibile. Sono due varietà diverse e non vanno confuse.










